![]() Necessari sempre più interventi per dare un aiuto all’agricoltura In occasione dell’assemblea di Anbi Veneto a Venezia, i Consorzi di Bonifica hanno riunito le organizzazioni agricole regionali Coldiretti, Confagricoltura e Cia per fare il punto sulla situazione della siccità. È emerso un dato evidenziato dal presidente di Anbi Veneto, Alex Vantini: la netta tenuta dei territori in cui i finanziamenti pubblici hanno permesso ai Consorzi di realizzare opere strutturali come impianti a pressione, invasi, manufatti di regolazione e condotte, ossia di strutturare i vari territori con opere nuove e adatte alle nuove situazioni ambientali. Lo sforzo profuso dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo (che comprende le aree di Cona e Cavarzere) negli ultimi anni è mirato a riconvertire una gestione del territorio che per secoli è stata orientata alla sola bonifica verso un modello duale. Oggi sorge l'obbligo strategico di trattenere, accumulare e gestire quella stessa risorsa per garantirne la disponibilità irrigua. Si tratta di un processo lungo, articolato e strutturale. Il comprensorio dell'Adige Euganeo si estende su una superficie totale molto vasta, circa 120.000 ettari, in cui vivono più di 200 mila abitanti, a cavallo di quattro province: Padova, Venezia, Verona e Vicenza, e mostra un'evidente asimmetria: se l'ovest è ben irrigato con i suoi 46.000 ettari strutturati, l'area est (compresi Cavarzere e Cona) sconta un deficit storico di 22.000 ettari ancora privi di reti idriche dedicate e per questo altamente vulnerabili alla siccità. Una macchina idraulica che, per funzionare, deve muovere tra marzo e fine ottobre circa 70 milioni di metri cubi d’acqua a stagione. Come emerge con chiarezza dalla relazione consuntiva approvata recentemente dall'assemblea, lo sforzo economico e operativo messo in campo nel corso del 2025 per riallineare questo ecosistema è stato ingente. La principale risposta in termini di impiego di risorse ed impatto territoriale è rappresentata dal sistema Pfas-free da 45 milioni di euro. A questa pianificazione strutturale si aggancia l'incremento volumetrico degli invasi e il risezionamento dei canali, ribaltando la logica del passato per trattenere e depurare la risorsa prima del rilascio. Ne è un esempio l'opera da 3 milioni di euro ultimata nei bacini Foresto Superiore e Centrale nei comuni di Agna, Anguillara, Cona e Cavarzere, dove i canali principali sono stati trasformati in veri polmoni di accumulo capaci di rallentare il deflusso e sfruttare l'autodepurazione ecologica. Nel corso del 2025 è stato avviato un piano di installazione massiva di misuratori di portata elettromagnetici di primo e secondo livello in nove stazioni di prelievo cruciali. La gestione oculata si integra con l'automazione e il telecontrollo dei prelievi, una modalità già attiva nei nodi pilota di Monselesana, San Bonaventura e Cantarana, destinata a essere progressivamente estesa al resto della rete idrica per creare una griglia intelligente di distribuzione. Alessandro Abbadir |
Siccità: il Consorzio Adige Euganeo investe contro la crisi a Cona e Cavarzere
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