![]() Arriva ComeTe, progetto sul contrasto alle povertà educative e all’esclusione sociale dei minori fragili Nei prossimi mesi il comune di Rovereto potenzierà gli interventi di prevenzione a favore dei minori con il progetto ComeTe, che attraverso fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lavora sul contrasto alle povertà educative e all’esclusione sociale di bambini e bambine e adolescenti fra i 6 e i 17 anni che vivono in contesti di fragilità. Lo dichiara l'assessora alla Cura e Benessere Sociale, Arianna Miorandi, in una nota inviata alla stampa. "La scelta di investire nell’educativa di prossimità, negli spazi di aggregazione e nelle opportunità per i giovani non è una posizione ideologica del Comune - afferma l'assessora - ma è la stessa direzione indicata dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali con il progetto ComeTe: prevenire il disagio, contrastare la povertà educativa e offrire ai ragazzi e alle ragazze occasioni di crescita significa anche rafforzare la sicurezza delle città. La legalità si difende certamente con il lavoro delle forze dell’ordine, ma si costruisce anche investendo nelle persone, nelle relazioni educative e nelle opportunità offerte ai giovani” L'assessora ha deciso di intervenire in merito alle politiche di contrasto del disagio giovanile messe in campo dal Comune, anche in relazione al “La prevenzione dello spaccio e del consumo di sostanze tra i giovani richiede un approccio integrato - afferma - che combina interventi educativi, sociali e di sicurezza, non come strade alternative ma come strumenti complementari. Pur necessario, il solo controllo del territorio non è sufficiente se non è accompagnato da azioni capaci di affrontare le cause del disagio e di offrire alternative possibili, ed è proprio qui che intervengono Miorandi ricorda inoltre che "l’esplosione della pandemia da Covid ha aumentato le situazioni di fragilità soprattutto nella fascia dei preadolescenti e degli adolescenti con dipendenze comportamentali, fragilità relazionali, isolamento e ritiro sociale. Davanti a tali complessità gli spazi giovanili, le progettualità specifiche su questi temi e i servizi come l’educativa di prossimità hanno assunto un ruolo ancora più importante per offrire occasioni di ascolto, di sostegno, di orientamento e promuovere una sana socializzazione. I servizi socio-educativi possono rafforzare i fattori di protezione, promuovere la cultura della legalità e sostenere i giovani in momenti di difficoltà. La sicurezza non si costruisce solo con i controlli, come gli interventi socio-educativi non possono da soli eliminare il rischio". |
Rovereto: strumenti complementari per aiutare le ed i giovani
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