![]() Micalizzi e Ostanel chiedono un confronto sull’affidamento ai privati della medicalizzazione dell’emergenza-urgenza a Camposampiero, Piove di Sacco e nella postazione ambulanza. “Serve un piano per valorizzare il personale interno” L’esternalizzazione della medicalizzazione del servizio SUEM 118 nell’Ulss 6 Euganea finisce al centro di un’interrogazione presentata dai consiglieri regionali padovani Andrea Micalizzi (Partito Democratico) ed Elena Ostanel (Alleanza Verdi Sinistra). I due esponenti dell’opposizione chiedono alla Regione Veneto di chiarire se la scelta rappresenti una soluzione temporanea per fronteggiare la carenza di personale sanitario oppure l’avvio di un nuovo modello organizzativo destinato a consolidarsi. La questione riguarda la recente delibera del direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, la numero 406 del primo luglio 2026, con cui è stata avviata una gara europea per affidare a soggetti esterni il servizio di emergenza-urgenza nei presidi di Camposampiero, Piove di Sacco e nella postazione ambulanza del territorio padovano. L’affidamento previsto ha una durata di 24 mesi, con la possibilità di un rinnovo per ulteriori 12 mesi, per un valore massimo stimato di circa 9,5 milioni di euro. «Comprendiamo la necessità dell’azienda sanitaria di evitare interruzioni di un servizio pubblico essenziale, anche alla luce della grave e cronica carenza di medici e infermieri – spiegano Micalizzi e Ostanel – ma un contratto di questa durata, con una possibile proroga, incide in modo significativo sull’organizzazione della sanità pubblica veneta, sulla valorizzazione delle professionalità interne e sulle prospettive future di reclutamento». I consiglieri chiedono alla Regione di fornire un quadro completo sulle valutazioni effettuate prima della decisione, sia dal punto di vista organizzativo ed economico sia sotto il profilo dell’assistenza garantita ai cittadini. Tra le richieste anche l’indicazione di un cronoprogramma preciso per evitare che l’esternalizzazione diventi una soluzione permanente e per definire un percorso di progressivo superamento del ricorso a soggetti esterni nella gestione dell’emergenza-urgenza. Un altro punto sollevato riguarda il confronto con le organizzazioni sindacali. «I sindacati hanno chiesto un tavolo per approfondire le ragioni di questa scelta – sottolineano i consiglieri –. Vista la rilevanza della decisione, riteniamo necessario un confronto con la dirigenza sanitaria e vogliamo sapere quale sia la posizione della Regione». L’obiettivo dell’interrogazione è quindi ottenere chiarezza sulle strategie future del sistema 118 veneto e sulle misure previste per rafforzare gli organici e garantire la continuità del servizio attraverso il personale del sistema sanitario pubblico. |
SUEM 118 nell’Ulss 6 Euganea, Pd e AVS contro l’esternalizzazione: “La Regione chiarisca il futuro del servizio”
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