IBR/IPV nei bovini, dalla Provincia di Trento 900 mila euro per sostenere gli allevatori colpiti

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Approvati i criteri per gli indennizzi alle aziende zootecniche coinvolte nei focolai della malattia infettiva

La Provincia autonoma di Trento mette in campo un sostegno economico per gli allevatori colpiti dai focolai di IBR/IPV, la malattia infettiva che interessa gli allevamenti bovini. La Giunta provinciale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, ha approvato i criteri per la concessione degli aiuti destinati a compensare i danni subiti dalle aziende zootecniche nel periodo 2026-2028.

Per gli indennizzi sono stati stanziati complessivamente 900 mila euro, con l’obiettivo di sostenere le imprese coinvolte nel programma provinciale di profilassi obbligatoria finalizzato al mantenimento dell’indennità del territorio dalla malattia.

«Il nostro obiettivo è sostenere le aziende zootecniche colpite dalle conseguenze del virus dell’Herpes bovino – spiega l’assessore Zanotelli –. È fondamentale lavorare per eradicare l’infezione dal territorio e, allo stesso tempo, garantire la resilienza delle imprese trentine».

Il contributo è destinato agli allevatori che hanno dovuto procedere all’abbattimento forzato dei bovini risultati infetti da rinotracheite infettiva bovina/Vulvovaginite pustolosa infettiva, a seguito dell’individuazione di focolai in alcuni Comuni del basso Trentino.

La Provincia precisa che la malattia non è trasmissibile all’uomo e non rappresenta quindi un rischio per la sicurezza alimentare. Le carcasse degli animali infetti, dopo le verifiche previste, restano infatti destinate al consumo alimentare.

Il ristoro riguarda in particolare la perdita economica legata alle bovine da latte abbattute su disposizione del Servizio Veterinario competente.

Per determinare l’entità degli indennizzi è stato adottato un modello basato sui valori di mercato rilevati attraverso le aste organizzate dalla Federazione Provinciale Allevatori di Trento.

La stima tiene conto dei prezzi medi registrati nelle ultime sei aste del 2025, differenziati in base all’età degli animali, considerando anche il ricavo residuo derivante dalla macellazione anticipata.

Gli importi previsti variano da 972 euro per i bovini fino a sei mesi fino a 2.605 euro per i capi oltre i 24 mesi.

Gli aiuti riguarderanno gli animali allontanati dall’allevamento entro il 31 dicembre 2028, con risorse complessive disponibili pari a 900 mila euro per il periodo 2026-2029.

Possono accedere agli indennizzi gli operatori titolari di un Codice Azienda della Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica (BDN), con allevamenti bovini da latte o misti localizzati in provincia di Trento.

Le domande dovranno essere presentate online attraverso il sistema informativo agricolo provinciale SRTrento, a partire dal 22 luglio 2026 e fino alle ore 13 del 31 dicembre 2028.

Le richieste saranno finanziate secondo l’ordine cronologico di presentazione e dovranno essere inoltrate entro 90 giorni dall’uscita dei capi infetti dall’allevamento.

Per gli animali già macellati prima del 30 giugno 2026 è prevista una deroga: la domanda potrà essere presentata entro 90 giorni dall’apertura del bando.