MUSE, pubblicato il Bilancio di missione 2025: oltre mezzo milione di visitatori e un museo sempre più vicino alla comunità

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Il documento racconta un anno di attività tra ricerca scientifica, tutela dei ghiacciai, inclusione sociale e sviluppo del territorio

Un museo sempre più aperto alla società, impegnato nella divulgazione scientifica, nella tutela dell’ambiente e nella costruzione di nuove forme di partecipazione. È il quadro che emerge dal Bilancio di missione 2025 del MUSE, il documento di rendicontazione non finanziaria che racconta attraverso 140 pagine di dati, immagini e testimonianze il valore prodotto dal museo nelle sue diverse attività.

Giunto alla quindicesima edizione, il bilancio è dedicato a Michele Lanzinger, storico direttore del MUSE recentemente scomparso, che aveva fortemente sostenuto l’importanza della trasparenza e della rendicontazione culturale, introdotta dal museo già nel 2012.

Il documento fotografa un anno caratterizzato da importanti risultati, tra cui il programma dedicato all’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, il rafforzamento delle iniziative per l’equità sociale e il consolidamento della presenza del museo sul territorio attraverso la rete delle sedi diffuse.

«Il Bilancio di missione è uno strumento di responsabilità e trasparenza che racconta la complessità del MUSE e la sua capacità di evolvere» – spiega Stefano Bruno Galli, presidente del museo. Vogliamo essere un avamposto culturale capace di interpretare le grandi sfide del presente, dalla crisi ambientale ai cambiamenti sociali, trasformando la conoscenza scientifica in consapevolezza e azioni concrete.

Tra i principali focus del 2025 c’è il lavoro dedicato alla conservazione dei ghiacciai, tema centrale della programmazione annuale. Il MUSE ha promosso oltre 80 eventi pubblici, sei progetti espositivi tra mostre e installazioni, quattro nuovi laboratori didattici, una rassegna cinematografica, un podcast e numerose attività di ricerca.

Un impegno che ha portato il museo a essere tra le realtà più attive in Italia nella sensibilizzazione sui cambiamenti climatici e sul rapporto tra uomo e ambiente.

«L’obiettivo non era semplicemente aggiungere nuove informazioni sui ghiacciai» – sottolinea Massimo Bernardi, direttore del MUSE – ma far emergere le connessioni personali, emotive e culturali che ogni persona costruisce con questi ambienti. Ricerca e comunicazione hanno senso quando riescono a creare relazioni autentiche con la società.

Il Bilancio dedica ampio spazio anche ai progetti rivolti all’inclusione e all’accessibilità. Tra le iniziative realizzate figurano il “Circolo della scienza”, rivolto alle persone in pensione, il progetto del biglietto sospeso, che ha permesso di donare oltre 250 ingressi a dieci realtà impegnate nel contrasto alla povertà, e il programma “Articolo 27”, dedicato al reinserimento sociale e professionale delle persone detenute attraverso attività formative all’interno del museo.

È stato inoltre installato un nuovo Totem dell’accessibilità, progettato insieme alle associazioni che operano nel campo della disabilità, con l’obiettivo di rendere gli spazi museali sempre più fruibili.

Il MUSE conferma il proprio ruolo di museo diffuso grazie a una rete composta da 143 collaborazioni, tra realtà locali, nazionali e internazionali. Il museo collabora con enti pubblici, comunità e istituzioni per sviluppare progetti di ricerca, valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, educazione e sostenibilità.

La rete comprende la sede centrale di Trento, il Giardino Botanico Alpino e la Terrazza delle Stelle sul Monte Bondone, il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo, il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro e Palazzo delle Albere.

I numeri confermano il forte richiamo del museo. Nel corso del 2025 la rete MUSE ha registrato complessivamente 520.879 presenze, di cui 436.535 nella sede di Trento.

Ottimi risultati anche per le sedi territoriali: il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro ha raggiunto il record storico di 51 mila visitatori, mentre il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo ha superato quota 19 mila ingressi, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente.

Il pubblico arriva soprattutto da fuori regione: il 68% delle visite proviene da altre regioni italiane, con Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna ai primi posti. Il pubblico internazionale rappresenta invece il 10% delle presenze complessive.

Importante anche il ruolo educativo: le attività dedicate alle scuole hanno coinvolto 115.220 studenti, pari al 22% del pubblico totale, attraverso 106 proposte didattiche.

Nel 2025 il MUSE ha partecipato a 55 progetti scientifici, producendo 670 risultati tra pubblicazioni, report tecnici e attività divulgative. Le collezioni del museo hanno raggiunto quota 5.993.000 reperti naturalistici e archeologici.

Cresce anche la presenza digitale: il sito web ha superato un milione di utenti, con un aumento del 10,9% rispetto al 2024, mentre i canali social hanno raggiunto quasi 200 mila follower.

Sul piano economico, il bilancio finanziario registra una spesa complessiva di 11,2 milioni di euro, con il 52% coperto da risorse proprie, confermando la capacità del museo di sostenere parte delle proprie attività attraverso autofinanziamento.

Lo staff del MUSE conta infine 296 persone, impegnate nelle sette sedi del museo e nei progetti sul territorio, con un’età media di 43 anni e una presenza femminile pari al 57%.

Un bilancio che restituisce l’immagine di un museo in trasformazione, sempre più orientato a unire ricerca, ambiente, cultura e responsabilità sociale.