Caso Electrolux, la Regione Veneto convoca il tavolo sulla filiera degli elettrodomestici: «Settore strategico da difendere»

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L'assessore Bitonci: «Serve tutelare un comparto con competenze uniche e un ruolo fondamentale per l'autonomia industriale europea»

La filiera veneta dell'elettrodomestico finisce al centro del confronto istituzionale dopo il caso Electrolux. Si è svolto oggi il tavolo regionale convocato dall'assessore allo Sviluppo economico del Veneto, Massimo Bitonci, per analizzare gli effetti delle ipotesi di ridimensionamento delle attività del gruppo e le possibili ricadute sull'intero sistema produttivo collegato.

All'incontro hanno partecipato la Unità di crisi aziendali regionale, la vicepresidente della Commissione ITRE del Parlamento europeo Elena Donazzan, le principali associazioni datoriali – Confindustria, Confartigianato, Confapi e Legacooperative – oltre alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil con le rispettive categorie dei settori metalmeccanico, chimico, gomma e commercio.

Il confronto ha permesso di delineare la dimensione complessiva della filiera del "bianco" in Veneto, un comparto che comprende centinaia di imprese tra aziende fornitrici, realtà dell'indotto, distributori e operatori commerciali.

«L'obiettivo dell'incontro – ha spiegato Bitonci – era definire insieme alle parti sociali e alle associazioni datoriali le caratteristiche di una filiera estesa che per decenni ha rappresentato un'eccellenza del sistema produttivo italiano. Oggi, invece, tra i produttori finali il numero degli operatori si è ridotto e tra questi Electrolux sta valutando il ridimensionamento e il trasferimento di alcune produzioni e funzioni strategiche, come la ricerca».

Secondo l'assessore, mantenere la produzione degli elettrodomestici in Italia e in Europa rappresenta un obiettivo strategico, sia per il valore industriale del settore sia per le implicazioni legate all'innovazione e alla sicurezza.

«Abbiamo competenze di alto livello che ci permettono di essere protagonisti nell'innovazione – ha sottolineato Bitonci – e non possiamo disperdere questo patrimonio. Gli elettrodomestici, inoltre, sono beni essenziali che stanno diventando sempre più tecnologici, connessi e intelligenti: un elemento che pone anche una questione di autonomia europea».

Dal tavolo regionale sono emerse due indicazioni principali che saranno portate dalla Regione Veneto al confronto nazionale convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il prossimo 21 luglio.

La prima riguarda l'impatto complessivo di eventuali dismissioni, che secondo la Regione andrebbe ben oltre i numeri occupazionali comunicati dall'azienda, coinvolgendo anche il vasto sistema di imprese fornitrici di beni e servizi collegato alla produzione.

La seconda riguarda la necessità di sostenere il riconoscimento della strategicità del comparto a livello europeo, nell'ambito dell'azione avviata dal Governo italiano insieme a Francia e Germania.

Nel corso dell'incontro è stata inoltre valutata positivamente la prosecuzione del confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali ed Electrolux anche nel mese di settembre, con l'obiettivo di arrivare a un piano concreto di rilancio industriale e sviluppo dei siti produttivi, evitando interventi occupazionali traumatici.

«Un eventuale piano alternativo a quello attualmente contestato – ha concluso Bitonci – dovrà basarsi su progetti industriali condivisi con le parti coinvolte e puntare a garantire una prospettiva di crescita e competitività, non a un semplice ridimensionamento delle attività esistenti».