Castelfranco. Da una lezione a una vita salvata: Marco dice sì alla donazione di cellule staminali

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Da una testimonianza in classe all'atto che salva una vita: Marco si iscrive al registro donatori e, grazie al progetto "Il dono entra in classe" di Adoces Treviso, dona cellule staminali con un semplice prelievo.

Una lezione a scuola può diventare l’inizio di una storia capace di salvare una vita. È quello che è successo a Marco, studente dell’istituto Rosselli di Castelfranco, che dopo aver ascoltato la testimonianza di un ex paziente ha scelto di iscriversi al Registro nazionale dei donatori di cellule staminali emopoietiche. Pochi mesi più tardi è arrivata la chiamata: era compatibile con un paziente che aveva bisogno di un trapianto e Marco ha detto sì. La storia è iniziata durante lo scorso anno scolastico, quando la sua classe quinta ha partecipato a un incontro organizzato da Adoces Treviso nell’ambito del progetto "Il dono entra in classe", che da 15 anni porta nelle scuole superiori della provincia informazioni sulla donazione.

A raccontare la propria esperienza c’era Alberto Torresan, volontario dell’associazione, guarito dal mieloma multiplo grazie a un trapianto di cellule staminali emopoietiche ricevute da una donatrice volontaria argentina. Le sue parole hanno colpito Marco, che ha deciso di iscriversi all’IBMDR, il Registro nazionale italiano che raccoglie i dati dei potenziali donatori e permette di cercare una compatibilità per i pazienti che non possono trovare un donatore all’interno della famiglia.

"Mi sono chiesto se anch’io un giorno avrei potuto rappresentare l’ancora di salvezza di qualcuno" ha raccontato Marco. Non pensava però che quel momento sarebbe arrivato così presto. "Quando mi è stata comunicata la compatibilità per donare, la mia convinzione è diventata ancora più forte: non si trattava più solo di un’ipotesi, c’era realmente qualcuno che stava aspettando il mio sì". La donazione è avvenuta attraverso un prelievo di sangue, più prolungato rispetto a quello ordinario. Un’esperienza che Marco descrive come molto semplice rispetto al valore del gesto: "Una fatica assolutamente irrisoria, se si pensa che il risultato potrà essere il ritorno alla vita di un’altra persona". il suo gesto è stato celebrato proprio al Rosselli all’inizio dell’anno scolastico, con una piccola cerimonia organizzata insieme ad Adoces durante la consegna dei diplomi e la premiazione degli studenti coinvolti nei progetti dell’istituto. "Siamo orgogliosi di Marco, ma anche di tutti i ragazzi che negli anni hanno accolto l’invito a diventare donatori – commenta la presidente di Adoces Treviso Alice Vendramin Bandiera –. I giovani sono i custodi del dono e rappresentano la speranza di guarigione per tanti malati, anche bambini". Il progetto "Il dono entra in classe" proseguirà anche nel nuovo anno scolastico. (l.s)