![]() Urologia, ginecologia e chirurgia generale le specialità più coinvolte: «Precisione, sicurezza e mini-invasività al servizio dei pazienti»
La chirurgia robotica si conferma uno dei punti di forza dell'offerta sanitaria dell'Ulss 6 Euganea. Nel corso del 2025, gli Ospedali Riuniti Padova Sud e l'Ospedale di Camposampiero hanno raggiunto complessivamente 924 interventi eseguiti con il supporto del robot chirurgico Da Vinci, confermando un'attività ormai strutturata e riconosciuta nei principali ambiti specialistici. Due realtà con percorsi consolidati che, attraverso équipe altamente specializzate, utilizzano la tecnologia robot-assistita per garantire ai pazienti procedure sempre più precise, meno invasive e caratterizzate da elevati standard di sicurezza. Presso gli Ospedali Riuniti Padova Sud l'attività di chirurgia robotica ha raggiunto nel 2025 quota 440 procedure. La parte più consistente riguarda l'ambito urologico, con 255 interventi eseguiti dall'Unità operativa complessa di Urologia diretta dal dottor Nicola Zanovello. Seguono l'Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia, guidata dal dottor Carlo Dorizzi, con 100 interventi, e la Chirurgia Generale diretta dal dottor Roberto Cola, con 85 procedure. Tra gli interventi più frequenti figurano quelli sulla pelvi maschile, con 163 casi, le operazioni su rene e uretere per patologie tumorali (58 casi), gli interventi su utero e annessi (45 casi), le riparazioni di ernie (36 casi) e le procedure maggiori su intestino tenue e colon (17 casi). «Tutti i pazienti sottoposti a chirurgia robot-assistita vengono inseriti in un percorso di monitoraggio sistematico – spiega il dottor Zanovello – che permette di valutare qualità, efficacia dell'assistenza ed esiti delle cure, in linea con gli indicatori del Programma nazionale esiti». Per la ginecologia, il dottor Dorizzi sottolinea come la chirurgia robotica venga utilizzata esclusivamente nei casi in cui possa garantire un reale beneficio clinico, seguendo indicazioni scientifiche e standard nazionali e regionali. «Questa esperienza ha permesso di raggiungere elevati livelli di soddisfazione delle pazienti e di formare un' équipe sempre più qualificata, con diversi specialisti preparati nell'utilizzo della tecnologia robotica», evidenzia. Anche la Chirurgia Generale ha consolidato il proprio percorso. Nel 2025 sono stati eseguiti 40 interventi su colon, retto e stomaco, in gran parte per patologie tumorali, e 45 procedure per la riparazione di difetti della parete addominale. «Il futuro della chirurgia guarda sempre più alla mini-invasività – commenta il dottor Giuseppe Mostaccio, responsabile della Chirurgia Robotica –. Questo approccio è ormai fondamentale per garantire precisione, efficacia e sicurezza nelle prestazioni più moderne». Anche l'Ospedale di Camposampiero si conferma un punto di riferimento nel panorama della chirurgia robotica. Nel 2025 il presidio ha effettuato 484 interventi, distribuiti tra 235 procedure di urologia, 129 di chirurgia generale e 120 di ginecologia. Un volume di attività consolidato negli anni, paragonabile a quello di strutture dotate di due sistemi robotici, che conferma il ruolo dell'ospedale come centro di riferimento per questa tecnologia. «La chirurgia robotica a Camposampiero è una realtà consolidata dal 2002 – ricorda il dottor Emilio Morpurgo, direttore del Dipartimento Chirurgico e dell'Unità operativa complessa di Chirurgia –. In oltre vent'anni di attività il nostro ospedale si è affermato come uno dei principali centri italiani per l'utilizzo della chirurgia robotica avanzata». La tecnologia viene applicata in diverse specialità grazie al lavoro delle équipe guidate dallo stesso Morpurgo per la Chirurgia, dal dottor Giuseppe Costa per l'Urologia e dal dottor Marcello Rigano per Ostetricia e Ginecologia. I professionisti di Camposampiero sono inoltre tra i pochi chirurghi italiani riconosciuti ufficialmente da Intuitive Surgical, azienda statunitense leader mondiale nella chirurgia robotica mini-invasiva, per la formazione di specialisti in Italia e in Europa. I numeri raggiunti dai due ospedali confermano come la chirurgia robotica sia ormai parte integrante dell'attività chirurgica quotidiana, con un modello basato sull'integrazione tra innovazione tecnologica e competenze professionali. Il robot rappresenta uno strumento avanzato a disposizione dei medici, ma il valore dei risultati dipende soprattutto dall'esperienza delle équipe sanitarie, dalla preparazione del personale e dalla capacità di individuare i pazienti che possono trarre il maggior beneficio da questo tipo di approccio. Un percorso che punta a offrire cure sempre più personalizzate, sicure e meno invasive, rafforzando il ruolo degli ospedali Padova Sud e Camposampiero tra le realtà più avanzate della chirurgia robotica veneta. |
Chirurgia robotica, oltre 900 interventi nel 2025 negli ospedali dell'Ulss 6
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